Giorno #3: Speranze, incontri e partenze tra Tabasco e Veracruz

Foto: Gabriela de la Rosa

Foto: Gabriela de la Rosa

di Valentina Valle Baroz

Il giorno tre della Caravana è stata contrassegnata da forti emozioni, per partecipanti e accompagnatori. Se la mattinata è iniziata in modo tranquillo, con una conferenza stampa tenutasi presso la Cámara Mexicana de la Industria de la Construcción di Villahermosa, che ha riunito i coordinatori della Caravana e alcune personalità locali tra cui un sociologo dell’Università di Chapingo, nella tarda mattinata e nel pomeriggio si sono susseguite attività con una carica emotiva che ha scosso molti dei familiari degli scomparsi. Innanzi tutto ha avuto luogo la visita alla località di Chontalpa, ancora nello stato di Tabasco, un’ulteriore tappa della “bestia” dove i migranti spesso lasciano sogni e speranze e dove le madri sperano abbiano lasciato anche qualche traccia.

Gli abitanti di questa manciata di case sparse attorno ai binari hanno accolto con calore il gruppo di persone in cerca dei desaparecidos, che ha bussato di porta in porta mostrando fotografie e fornendo descrizioni e informazioni dettagliate sui propri cari. Anche oggi sono stati raccolti alcuni dati, pare che un ragazzo attualmente bloccato in questo punto di snodo della rotta migrante abbia riconosciuto il volto di una fotografia e che, secondo le informazioni in suo possesso, la persona in questione risieda ancora in Messico, in una città del Nord del paese. Questo tipo di informazioni vanno ovviamente verificate, ma ciò non impedisce che gli occhi delle madri s’illuminino ogni qual volta che un dettaglio emerge dalle tenebre dell’ignoto in cui è avvolta la sorte dei loro figli.

Sempre durante questa sosta, per un breve istante la speranza ha animato il cuore di un’altra madre, a cui è stato riferito che poco lontano si sarebbe potuto trovare suo figlio. La tempestività con cui l’interessata, accompagnata da alcuni organizzatori della Caravana ed esponenti della stampa hanno raggiunto il luogo del “presunto ritrovamento” non è stata ripagata con un esito positivo. Purtroppo, momenti come questo non sono infrequenti durante la Caravana e, negli anni, le madri hanno dovuto abituarsi a queste effimere illusioni.

Quella che invece non è stata un’illusione ma un sogno ad occhi aperti, è stato l’incontro tra la signora Leonila Guerra e suo fratello Oswaldo, che non si abbracciavano da quasi vent’anni. Questa storia è molto importante perchè per la prima volta un rincontro è avvenuto non attraverso la ricerca della famiglia dello scomparso ma grazie all’intervento di una persona esterna che, in questo caso, ha contattato il Movimento Migrante Mesoamericano dicendo di conoscere un uomo, immigrato hondureño, attualmente aiutante muratore nella città di Xaltipan, Veracruz, che corrispondeva alla descrizione del fratello di doña Leonila. Originario di Cerro Blanco, municipio del Rosario, nella regione di Comayagua in Honduras, Oswaldo era partito alla ricerca di una vita migliore ormai 17 anni orsono. Le traversie che i migranti incontrano sulla loro rutta hanno fatto sì che il suo viaggio si fermasse nello stato messicano di Veracruz, dove a principio di questo 2014 è stato identificato da un’abitante della stessa cittadina, in seguito alla cui segnalazione il personale del Movimento si è mobilitato per verificare l’esattezza delle informazioni. La famiglia di Oswaldo, che lo credeva deceduto da anni, si è convinta della veridicità della storia solo grazie a un video realizzato da Barbara Beltramello, visibile all’indirizzo http://vimeo.com/94531713

L’incontro, organizzato per la sera di questa terza giornata di Caravana nello zócalo della città di Coatzacoalcos, Veracruz, ha provocato in tutti i presenti un’emozione fortissima. Come fortissima è stata l’emozione dei migranti che, alla tappa successiva della Caravana, hanno potuto arrampicarsi sulla “bestia” grazie alla presenza di alcuni giornalisti che ne hanno “protetto” la partenza. Mentre il gruppo dei familiari degli scomparsi visitava la parte della città di Coatzacoalcos conosciuta come Puente de la Avenida 1, uno spiazzo situato sotto ad un cavalcavia, presso i binari della ferrovia, è infatti passato il famigerato treno, su cui i migranti ormai quasi non si azzardano a salire, intimoriti dalle misure violente del Piano Frontiera Sud , inaugurato nell’agosto di quest’anno per contenere la migrazione dal centroamerica agli Stati Uniti. La presenza della stampa ai piedi del treno, e dell’intera Caravana a pochi metri di distanza, ha permesso ai migranti di continuare il loro viaggio verso la speranza. Il gruppo, formato da circa dieci ragazzi che non avranno avuto più di vent’anni, è potuto partire nonostante la presenza della sicurezza che normalmente glielo impedisce e sotto lo sguardo contrariato di un paio di personaggi probabilmente membri delle bande criminali che si dedicano all’estorsione e sfruttamento dei migranti. Riconoscenti, hanno promesso che, al loro arrivo, come prima cosa chiameranno le loro madri.

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