Giorno #2: Villahermosa

Foto: Prometeo Lucero

Foto: Prometeo Lucero

Di Valentina Valle Baroz

La seconda giornata della Caravana delle Madri Centroamericane inizia con il trasferimento a Palenque, per la visita alla Casa “Jtatic Samuel Ruiz el Caminante” di Pakal-na. L’accoglienza delle suore che gestiscono questo centro e dei migranti che vi sono ospitati é calorosa, le madri sono ricevute con striscioni e cartelli di solidarietà e appoggio. L’incontro di queste instancabili donne alla ricerca dei loro figli con i giovani migranti loro coetanei è sempre commovente, non mancano i reciproci sguardi di comprensione e non mancano le raccomandazioni di mantenersi in contatto con le famiglie.

Dopo il pranzo, la Carovana si dirige a Villahermosa, dove le donne hanno appuntamento con il Segretario di Governo dello Stato di Tabasco, César Raúl Ojeda Zubieta. Ricevute in una sala conferenze della Biblioteca Pubblica di Stato “José María Pino Suárez”, le madri hanno modo di presentarsi alle autorità statali ed esternare le loro richieste, preoccupazioni, motivazioni. A prendere la parola sono anche Fray Tomás, francescano fondatore della casa del migrante “72” di Tenosique, Rubén Figueroa, integrante del Movimento Migrante Mesoamericano e Marta Sánchez, fondatrice dello stesso. Lo scambio di battute tra quest’ultima e il Segretario di Governo si rivela particolarmente interessante, e a tratti intenso. Alle affermazioni dei funzionari governativi che per poter stabilire una base di dati sui migranti in transito e poterli in seguito diffondere alle famiglie è anzitutto necessario raccogliere le denunce di sparizione, la Sánchez risponde che il numero di migranti scomparsi, stimato per difetto dalla Commissione Nazionale dei Diritti Umani, è di 70.000, ragione per la quale è impensabile che i familiari di tutte queste persone possano raggiungere il Messico per sporgere denuncia. “Se questa è la via d’ingresso al sistema, questo sistema non può funzionare, perchè ciò che chiede è privo di senso”, sottolinea con semplicità l’attivista. Dal lato governativo, i funzionari, privi di una reale risposta a quest’evidente contraddizione burocratica, si limitano a dichiarare il loro impegno per contribuire almeno a livello statale alla risoluzione di un problema che inizia a trattare cifre da catastrofe umanitaria e presentano la nuova iniziativa di creazione di un’Unità di Attenzione al Migrante, i cui elementi hanno intrapreso una prima formazione il passato 17 di settembre e che a breve entrerà in attività nella città di Tenosique. Nino Quaresima, rappresentante della Caravana Italiana presente in Messico, approfitta dell’incontro per suggerire al Segretario di Governo di leggere la Carta di Lampedusa, documento firmato nell’omonima isola italiana da più di cento organizzazioni che si occupano del tema e che è totalmente incentrato sul rispetto dei diritti umani dei migranti.

Al termine delle attività istituzionali le madri riprendono il loro viaggio tra la popolazione ed entrano nella piazza centrale di Villahermosa recitando i loro slogan e sfilando con striscioni e bandiere. Come hanno già fatto a Tenosique, dopo essersi raggruppate in un unico punto, adagiano le foto dei loro figli e figlie a formare un tappeto di volti e coinvolgono la società civile rispondendo alle domande e raccontando la loro storia.

L’ultima attività della giornata si svolge nella Cattedrale della capitale tabasqueña, dove il vescovo Gerardo de Jesús Rojas López accoglie gli integranti della Caravana e li invita ad assistere alla messa solenne della sera.

Responder

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Cerrar sesión / Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Cerrar sesión / Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Cerrar sesión / Cambiar )

Google+ photo

Estás comentando usando tu cuenta de Google+. Cerrar sesión / Cambiar )

Conectando a %s